martedì 13 dicembre 2011

Mr. Gwyn di A. Baricco

...Lo faceva nella luce di una felicità strana, che non aveva mai provato, e che pure, le parve, aveva portato con se per anni, aspettandola. Le sembro' impossibile essere riuscita a fare altro, in tutto quel tempo, che custodirla e nasconderla. Di cosa siamo capaci, penso'. Crescere, amare, fare figli, invecchiare - e tutto questo mentre anche siamo altrove, nel tempo lungo di una risposta non arrivata, o di un gesto non finito. Quanti sentieri, e a che passo differente li risaliamo, in quello che sembra un unco viaggio.

Mr. Gwyn di A. Baricco, Feltrinelli p. 149

martedì 6 dicembre 2011

Il silenzio dell'onda

Se avesse già letto allora i libri che avrebbe letto poi, Roberto avrebbe saputo descrivere la sensazione che provo', correndo di nuovo sull'onda, come se non avesse mai smesso, nemmeno un solo giorno.
Avrebbe potuto dire che era un'ebrezza che tagliava tutto da parte a parte: il tempo, lo spazio, la tristezza e il bene e il male, e l'amore e il dolore e la gioia e la colpa. E il perdono - anche quello più difficile, che chiediamo a noi stessi. E il cerchio della vita, e le storie dei padri e dei figli, e della loro disperata ricerca gli uni degli altri.
(Gianrico Carofiglio, Il silenzio dell'onda, p.299-300)

lunedì 26 settembre 2011

Perche' non credo

La pratica quotidiana ( essendo un frequentatore assiduo della scritture sante) non fa di me un credente. Il silenzio di Dio e' il suo ascolto, chi lo prega lo raggiunge. Io non so farlo, non so rivolgermi. Resto un uomo che parla di Dio alla terza persona.
L'altro ostacolo e' il perdono. Io non so perdonare e non posso ammettere di essre perdonato. E' una eresia per un credente, perche' per lui non c'e' colpa che non possa essere rimessa da Dio. Nella mia vita esiste una soglia dell'imperdonabile, dell'irrimediabile.
Non posso ammettere di essere perdonato, io non so perdonare cio' che e' stato commesso.
Ecco le mie pietre d'inciampo che mi fanno restare fuori dalla comunita' dei credenti.

(Erri De Luca)

venerdì 26 agosto 2011

Discernimento

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà: se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rschioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio

Italo Calvino, Le città invisibili

martedì 16 agosto 2011

La vita accanto

Una donna brutta non ha a disposizione nessun punto di vista superiore da cui poter raccontare la propria storia. Non c'è prospettiva d'insieme. Non c'è oggetttività. La si racconta dall'angolo in cui la vita ci ha strette, attraverso la fessura che la paura e la vergogna ci lasciano aperta giusto per respirare, giusto per non morire.
Una donna brutta non sa dire i propri desideri. Conosce solo queli che puo permettersi.
(....) Il possibile di una donna brutta è cosi' ristretto da strizzare il desiderio. Perche non si tratta solo di tenere conto della stagione, del tempo, del denaro come per tutti, si tratta di esistere sempre in punta di piedi, sul ciglio estremo del mondo.

Mariapia Veladiano, La vita accanto

giovedì 11 agosto 2011

Il dolore di oggi fa parte della felicità di ieri

Perchè amare se perdersi fa cosi male
io non ho piu risposte, solo la vita che ho vissuto.
Due volte in questa vita mi è stato dato di scegliere:
da bambino e da uomo.
Il bambino ha scelto la sicurezza,
l'uomo: sceglie la sofferenza!
Il dolore di oggi fa parte della felicità di ieri
Bisogna accettarlo
(Viaggio in Inghilterra)

giovedì 14 luglio 2011

Se dunque non trovi nulla in questi corridoi, apri le porte; e se non trovi nulla dietro queste porte, esisistono altri piani; e se non trovi nulla lassù, non importa; sali per nuove scale! Finché non smetterai di salire non cesseranno i gradini, anzi si moltiplicheranno all'infinito sotto i tuoi piedi" (F. Kafka)