venerdì 18 febbraio 2022

Annientamenti e meravigliose menzogne




Il titolo dell’ultimo romanzo di Michel Houellebecq è Annientare.

Lo sguardo freddo, asettico, lucido e impietoso dell’autore francese ritrae ancora una volta un mondo in declino. Destinato ad essere annientato; prima o poi.  Gli  attacchi haker di  attivisti neo catto-comu-eco-fascisti destinati a  distruggere capisaldi del neo/global/anarco/capitalismo al pari delle cellule cancerogene in un corpo umano ( la mandibola di Paul) mostrano e amplificano il no-sense della vita. Che poi sia quella planetaria o privata  dell’ uomo comune, il destino è inesorabilmente il medesimo.

Possiamo dunque ancora sperare? Non c’è nulla che ci possa ancora far sperare. Possiamo solo trovare  espedienti legati a piccoli o grandi piaceri che possono imbrattare di colore un’esistenza dai toni grigio- pallido. Una “bella scopata”, un ottimo vino d’annata  che puoi trovare nella cantina di famiglia, una passeggiata al mare o in un museo. Piccoli rifugi dal no-sense che avanza prepotente e definitivo ad annientare tutto e tutti. Come il pianeta Melancholia di Von Thries nel finale del suo omonimo film.

Perchè  continuare a leggere comunque un libro cosi noir, caustico e  deprimente? Perché serve per lo meno a fissare il vuoto, a comprendere se si ha a fortuna di non essere toccati in prima persona, le 100 sfumature della disperazione di chi quel vuoto gli tocca di guadarlo quasi ogni giorno. Serve soprattutto a imparare a non fuggire. In un mondo dalle atmosfere nebulose, di strade  liquide, e di terre del tramonto senza molto sole all’orizzonte, forte è la tentazione della fuga. Illusioni ingannatrici che come ironici boomerang, finito l’effetto sorpresa” riportano al vuoto di partenza. Chimere contemporanee che possano venire da  estasi oppiacee, talvolta addirittura religiose,  oppure dalla fascinazione consumistica di prodotti e persone. Il romanzo finisce con questo dialogo tra il morente Paul e la sua donna: 

  - Non penso fosse in nostro potere cambiare le cose.

-                               -  No, mon chéri, avremmo avuto bisogno di meravigliose menzogne 

In queste settimane è uscito nelle sale “La fiera delle illusioni” di Guillelmo del Toro. Si parla di illusioni ed illusionisti; improvvisati o professionisti di mestiere, poco importa. La prima immagine è che  come spettatori o come comparse, facciamo tutti parte di un circo che porta in giro “uomini bestia”. Curiosi fenomeni rannicchiati nelle ombre delle proprie paure, demoni o sensi di colpa. La seconda immagine è che gli uomini bestia hanno  talmente fame e bisogno di “meravigliose menzogne”  da essere disposti anche a pagare dei venditori (taumaturghi, indovini, coach motivazionali, pseudi-psicologi) da cui comprare “vie di fuga”, pasticche di speranza, gocce di anestetici contro il proprio individuale male di vivere.

   Tuttavia proprio in questi giorni alla radio oltre a news di pre –guerre risuonano come balsamo   preghiere laiche che ripetono, testarde come un mantra, cose come  “forse sei tu quell’istante che mi porterà/ una piccola felicità/ e quella stupida voglia di vivere….sempre” (Elisa)

     


mercoledì 29 agosto 2012

Tutti i colori del mondo



In fondo non c'è nssuno che non abbia una storia. Non è vero? Non lo pensate anche voi? A tutti capitano l'amore, la ntte, il silenzio; a tutti capta il tradimento delle cose belle e desiderabili

(Giovanni Montanaro, Tutti i colori del mondo, Feltrinelli, p 24)

martedì 12 giugno 2012


Ti cerco nei centimetri del vuoto che hai lasciato, negli angoli che hai visto quando ancora mi guardavi....Niente di più veloce ho conosciuto di un corpo che si ferma, cosi è il tempo che costruisce i giorni per distruggerli. E io ti cerco, senza muovermi.(p. 27)
E' nel silenzio il miracolo della parola. Solamente nei miracoli la sua verità

venerdì 25 maggio 2012



Nel XIX e XX secolo, essere industrioso era la qualità primaria dell'uomo e diventare un lavoratore produttivo il fine della vita. Intere generazioni umane sono state trasformate in macchine nell'incessante ricerca della ricchezza materiale: noi viamo per lavorare. La terza rivoluzione indistriale e l'era cooperativa offrono all'umùanità l'occasione di liberarsi della stretta via meccanizzata del mondo utilitarista e di respirare con una certa ubriachezza l'aria della libertà: noi viviamo per giocare.

mercoledì 23 maggio 2012

Il giorno del matrimonio

Avete mai notato che tutte le favole terminano con il giorno del matrimonio? Anche io mi sono sposato 2 volte ed ho provato la stessa mestizia, ogni volta, giusto nel momento di dire "si", questa intuizone sgradevole che il meglio era già dietro di noi
(F. Beigbeder, Un riman francasis, Grasset, 71)

mercoledì 16 maggio 2012

Cosa si cerca

Mesi piu' tardi, le disse:"Come mai sei venuta a trovarmi quel pomeriggio?"
-Volevo cedere se c'era qualcuno con te
-E quando hai visto?
-Mi sono detta: perche non io?
- tu calcoli sempre tutto cosi'?
- Non si tratta di calcolo. E' cercare cio' che si vuole. E- aggiunse- smettere di cercare cio' che non si desidera più
(Philippe Roth, Le Rabaissement, Gallimard, p. 54)