Ai piedi del faro
lunedì 4 aprile 2022
LA VELATIO
venerdì 18 febbraio 2022
Annientamenti e meravigliose menzogne
Il titolo dell’ultimo romanzo di Michel Houellebecq è Annientare.
Lo sguardo freddo, asettico, lucido e impietoso dell’autore francese ritrae ancora una volta un mondo in declino. Destinato ad essere annientato; prima o poi. Gli attacchi haker di attivisti neo catto-comu-eco-fascisti destinati a distruggere capisaldi del neo/global/anarco/capitalismo al pari delle cellule cancerogene in un corpo umano ( la mandibola di Paul) mostrano e amplificano il no-sense della vita. Che poi sia quella planetaria o privata dell’ uomo comune, il destino è inesorabilmente il medesimo.
Possiamo dunque ancora sperare? Non c’è nulla che ci possa ancora far sperare. Possiamo solo trovare espedienti legati a piccoli o grandi piaceri che possono imbrattare di colore un’esistenza dai toni grigio- pallido. Una “bella scopata”, un ottimo vino d’annata che puoi trovare nella cantina di famiglia, una passeggiata al mare o in un museo. Piccoli rifugi dal no-sense che avanza prepotente e definitivo ad annientare tutto e tutti. Come il pianeta Melancholia di Von Thries nel finale del suo omonimo film.
Perchè continuare a leggere comunque un libro cosi noir, caustico e deprimente? Perché serve per lo meno a fissare il vuoto, a comprendere se si ha a fortuna di non essere toccati in prima persona, le 100 sfumature della disperazione di chi quel vuoto gli tocca di guadarlo quasi ogni giorno. Serve soprattutto a imparare a non fuggire. In un mondo dalle atmosfere nebulose, di strade liquide, e di terre del tramonto senza molto sole all’orizzonte, forte è la tentazione della fuga. Illusioni ingannatrici che come ironici boomerang, finito l’effetto sorpresa” riportano al vuoto di partenza. Chimere contemporanee che possano venire da estasi oppiacee, talvolta addirittura religiose, oppure dalla fascinazione consumistica di prodotti e persone. Il romanzo finisce con questo dialogo tra il morente Paul e la sua donna:
- Non penso fosse in nostro potere cambiare le cose.
- - No, mon chéri, avremmo avuto bisogno di meravigliose menzogne
In queste settimane è uscito nelle sale “La fiera delle illusioni” di Guillelmo del Toro. Si parla di illusioni ed illusionisti; improvvisati o professionisti di mestiere, poco importa. La prima immagine è che come spettatori o come comparse, facciamo tutti parte di un circo che porta in giro “uomini bestia”. Curiosi fenomeni rannicchiati nelle ombre delle proprie paure, demoni o sensi di colpa. La seconda immagine è che gli uomini bestia hanno talmente fame e bisogno di “meravigliose menzogne” da essere disposti anche a pagare dei venditori (taumaturghi, indovini, coach motivazionali, pseudi-psicologi) da cui comprare “vie di fuga”, pasticche di speranza, gocce di anestetici contro il proprio individuale male di vivere.
Tuttavia proprio in questi giorni alla radio oltre a news di pre –guerre risuonano come balsamo preghiere laiche che ripetono, testarde come un mantra, cose come “forse sei tu quell’istante che mi porterà/ una piccola felicità/ e quella stupida voglia di vivere….sempre” (Elisa)
venerdì 31 agosto 2012
mercoledì 29 agosto 2012
Tutti i colori del mondo
In fondo non c'è nssuno che non abbia una storia. Non è vero? Non lo pensate anche voi? A tutti capitano l'amore, la ntte, il silenzio; a tutti capta il tradimento delle cose belle e desiderabili
(Giovanni Montanaro, Tutti i colori del mondo, Feltrinelli, p 24)
martedì 12 giugno 2012
Ti cerco nei centimetri del vuoto che hai lasciato, negli angoli che hai visto quando ancora mi guardavi....Niente di più veloce ho conosciuto di un corpo che si ferma, cosi è il tempo che costruisce i giorni per distruggerli. E io ti cerco, senza muovermi.(p. 27)
E' nel silenzio il miracolo della parola. Solamente nei miracoli la sua verità
venerdì 25 maggio 2012
Nel XIX e XX secolo, essere industrioso era la qualità primaria dell'uomo e diventare un lavoratore produttivo il fine della vita. Intere generazioni umane sono state trasformate in macchine nell'incessante ricerca della ricchezza materiale: noi viamo per lavorare. La terza rivoluzione indistriale e l'era cooperativa offrono all'umùanità l'occasione di liberarsi della stretta via meccanizzata del mondo utilitarista e di respirare con una certa ubriachezza l'aria della libertà: noi viviamo per giocare.
mercoledì 23 maggio 2012
Il giorno del matrimonio
(F. Beigbeder, Un riman francasis, Grasset, 71)
